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Contro le auto elettriche


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22 risposte a questa discussione

#21
mito1960

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certamente, non ho mai sopportato i "pirloni" (mi scuso per il francesismo, ma di solito sono più sboccato) che vanno con il SUV fin sui marciapiedi, o dentro quasi al bar, per non fare qualche km a piedi, o quelli che accompagnano i bambini fino alla scuola, educandoli male, quando ci sono i bus o meglio i "PEDI-BUS" - ma ci sono anche quelli come me, che pur in modo ingiustificato, per lavoro fanno da 50 a 100 Km al giorno in orari impossibili - in zone dove i mezzi pubblici non sono utilizzabili, quindi o vado con il calesse e la cavallina storna, o non posso lavorare! Quindi tornando a bomba, deve esserci un sistema e nel mio caso l'elettrico (o l'auto a metano, che ho usato per trentanni prima di questo tipo di vetture a impatto locale ZERO) è il massimo possibile. Almeno secondo me.
Honda Civic Hybrid a metano!!! 260mila km agg.2018
(consumi: in media 3 Kg / 100 Km - rekord 2 Kg/100)
AMPERA EVer per primo uso di casa.
ex FIAT Multipla "aftermarket" per i viaggi di famiglia (media almeno 5Kg/100Km) <p>ex Honda Accord metanizzata (a metano 4,8 Kg/100Km)
(ex Croma CHT metano 6,3 Kg/110 Km e 5 Km con un litro di benzina! )

#22
mito1960

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Rimetto qui i miei appunti sparsi:

EV- Pro e contro: facciamo il punto! (note sparse Mi.To. 2018-2019)

 

0- ecologica: si perché può usare fonti di energia rinnovabili, a differenza delle altre.

1- economica: si risparmia: bo? (Dipende se non carichi a prezzi folli!)

2- ergonomica: si viaggia più comodi;
3- meno manutenzione, e batterie garantite!;
4- moderna: tecnologia accessoria top;
5- meno tasse;
(finora! E finché dura!)

6- non inquina localmente.

 

1- si risparmia Si e NO:

 

(QUI il discorso è davvero complesso e dipende da molti fattori, c’è anche chi viaggia gratis e chi no. Finchè dura)

 

Vi è sicuramente un maggior investimento iniziale, con costo attualmente MAGGIORE. Tendenza calo del prezzo di acquisto: con un pareggio entro il 2020?

Il costo iniziale di acquisto, soprattutto delle batterie è alto, anche se stanno scendendo rapidamente.

Sul costo del pieno è molto variabile da zero, a 2 cent. al km per arrivare a oltre 10 centesimi/Km sulle rapide più costose (ENEL X da 50 kWh) o autostradali non gratuite.

Si deve sempre partire carichi da casa caricando a tariffa più bassa, mentre le cariche rapide fuori casa sono costosissime! Salvo rarissimi casi (uso gratuito o con il fotovoltaico personale già ammortizzato e soste su colonnine gratuite e già esistenti, in ogni caso ci sono costi nascosti per roaming tra gestori e troppe tessere).

A volte il solo tempo 'perso' alla ricarica e per le deviazioni di percorso (come per il metano… o il Gpl, con uso inutile del mezzo per cercare punti di carica e altro tempo perso, lo sbattimento di avere il cavo) secondo molti fanno addirittura pagare questi spostamenti non pianificati, una seccatura più degli altri carburanti per i quali trovi sempre un veloce self service lungo la strada.

Anche la rarità del prodotto (tipicamente) fa' perdere ulteriore tempo e salute (anche se con la diffusione massiva questi problemi si risolveranno ma tuttavia le cariche oggi quasi sempre gratuite cominceranno ad avere un costo, anche di accise.)
2- si viaggia più comodi
Questo è indiscutibile. Per minor rumore e vibrazione in primis, sono in genere meglio rifinite e di maggior qualità rispetto ad una utilitaria, ma ci sono auto elettriche comunque rumorose ed auto tradizionali comunque silenziose (dentro). Lo standard di optional è superiore, come la qualità, sono in genere auto fatte per durare. Maggior ergonomia. Unico stress; quello da autonomia è risolvibile caricando ad ogni sosta.
3- tecnologia accessoria top_Minor scelta
anche i modelli base hanno tablet, sistemi remoti (anche se i clienti nissan/renault criticano che non vanno quasi mai o funzionano male...), ottimi navigatori con le autonomie, e poi cruise control, limitatori, ABS, autopilot.… etc
Vi è minor scelta di modelli. I primi sul mercato erano/sono orribili e troppo leggeri o ora ci sono solo suv pesanti ed ingombranti?

Si, ok, ma non è intrinsecamente legato alla tecnologia elettrica (anche se per motivi di mercato e talvolta tecnici, alla fine lo sono diventati, pochi modelli più alla moda).
4- meno manutenzione
se è un discorso economico vedi punto 1. risparmi in manutenzioni ma te la paghi bene già all'inizio. Col noleggio delle batterie di alcuni costruttori (in un caso obbligatorio) la devi usare! non risparmi assolutamente, ed incide nel TCO finale. Il fermo macchina per manutenzione ordinaria comunque c'e' (non faranno niente e costerà poco il tagliando, ma sempre da loro la devi portare, e magari preferirei l’officina sottomano), per quella straordinaria può diventare anche più lungo perché pezzi rari da ordinare, meccanici esperti difficili da trovare, riparazioni sbagliate se si lavora su una sistema, soprattutto di software non conosciuto...
Avrei anche da dire sul costo della manutenzione ordinaria...
Il filtro della vecchia vettura tradizionale lo trovi standard in 1000 produttori alternativi e costa meno, nella Renault Zoe lo devi prendere del produttore al suo prezzo (e quando esisterà il compatibile non ti fidi a giocarti così la garanzia...).
5- meno tasse
anche questo vorrei vedere quanto dura. e ci potrebbe essere un rimborso retroattivo (questo vale anche per i vari ZTL, parcheggi gratuiti dove gli altri pagano etc, etc)
La giungla di regolamenti e permessi oltretutto annulla questo teorico vantaggio.
6- non inquina (localmente ZERO – molto meno alla centrale di produzione se utilizzata)
questo è indubbio anche se "sappiamo benissimo la corrente in Italia al bar mi dicono che è prodotta al 130% da carbone, in centrali fatiscenti ed inquinanti del 1700, bruciando assieme alla plastica con pneumatici vecchi come comburente (™)".
Ad ogni modo io sono convinto che (purtroppo) la mobilità elettrica non ripulirà l'aria: non subito come servirebbe! i blocchi del traffico (e lo dico col dolore nel cuore) secondo me dimostrano che gli inquinatori non sono nel traffico veicolare ma in altri fattori (i riscaldamenti domestici antiquati in primis e traffico pesante DIESEL (che NON vorrei bloccare, ma limitare di molto certamente) e nelle gomme che si usurano (anche nelle EV).
Gli altri inquinamenti (entropia, particelle di freni, rumore, ecc) non sono così significativi nelle misurazioni, ma sono già nel nostro mondo e per fortuna sono tenuti a bada da meccanismi di difesa dell’ecosistema e dall'ambiente. Per quanto non si sa.

Dunque se non credo a tutto questo, per quale motivo ho scelto la mobilità elettrica?
0- perché tutte le fonti di energia della mobilità endotermica NON SONO RINNOVABILI (BIOMETANO a parte?).
Io odio tantissimo gli sprechi e secondo me bruciare (una sola vita) un materiale esauribile come i combustibili non per produrre calore (che eticamente accetterei) ma moto, è assurdo. Ed infatti energeticamente è molto sconveniente. La resa del motore elettrico è almeno il doppio della resa del termico. Se non di più con uso fonti rinnovabili e sistemi moderni.
Non solo. Il petrolio (esauribile) ci serve per tanti scopi e noi lo usiamo in una sola vita.
Col petrolio si fanno tantissime cose (si: è proprio dappertutto, anche nella farmaceutica, nell'alimentare, nella cosmesi, nei materiali, nella chimica (vernici, diluenti, impregnanti, isolanti, lubrificanti, ecc ecc) e da il meglio di se proprio in alcune applicazioni (si pensi alla plastica: leggera, economica, asettica, pratica, indistruttibile) e per quello noi dovremmo riservare quella fonte primaria di ex dinosauri fossili dove non possiamo farne a meno.
Non solo, con tantissima fatica, la plastica (ad esempio) è riciclabile o riutilizzabile (od almeno in linea teorica), la benzina bruciata proprio no.
Ecco perché noi dovremmo usare mezzi elettrici non appena possiamo: per preservare una fonte finita e non rinnovabile che ci serve tantissimo in altri campi (dove, se non riutilizzabile, almeno riusciamo a farci un uso più sensato e duraturo).

 

- vantaggi ambientali perché oltre che a utilizzare i fossili in maniera controllata al massimo rendimento possibile in centrale piuttosto che dentro i motori, si possono sfruttare appieno fonti rinnovabili per le ricariche. Relative riduzione dei costi sanitari legati alla minore incidenza degli inquinanti in città.
- inasprimento fiscale nei prossimi anni verso i MCI da tutti i governi.
- complicazioni tecnologiche e quindi onerosità delle manutenzioni verso i nuovi motori euro 6, 7, etc....
- attualmente piccoli bonus fiscali verso le zev
- libero accesso ovunque nelle ztl
- si può fare spesso la ricarica gratis, quasi ovunque, azzerando il costo al km dell'energia.
L'unica cosa che per adesso mi infastidisce è che malgrado una macchina elettrica costi produrla 1/3 rispetto ad una a combustione interna, ce la fanno pagare quasi il doppio, oltre che il costo delle batterie è esagerato.

Una critica stupida è stata già confutata: dove prendere tutta l’energia elettrica per far girare tutti in elettrico: secondo gli studi ci sarebbe “solo” un incremento del 10% - facilmente coperto dai sistemi di accumulo e rinnovabili, studiati proprio dal sistema di mobilità elettrica!

 

CONTRO: rivediamo…

 

PRINCIPALMENTE IMHO: parto dalle mie critiche.

- il freddo!!!!

Sarà che tendenzialmente sono freddoloso, ma la critica più grande, che di solito non trovo, sulle elettriche è il fattore FREDDO! Quando fa freddo, non portandosi dietro, anzi davanti la stufa, e per tante altre sinergie, avere il motore caldo davanti aiuta, non poco!!!!

Con il freddo innanzitutto la DENSITA’ molto maggiore dell’ARIA rende più difficile l’avanzamento. Poi le batterie devono proteggersi, scaldarsi (o raffreddarsi) se serve.

E chi guida ha maggior bisogno di calore, anche per sbrinare i vetri.

Poi:

- costo d'acquisto elevato
- costi di gestioni elevati per spese di wall box etc (ad esempio spesso a molti con utenze molto spinte ci vuole un contratto da 6 kW ma non sempre!)
- autonomia risicata e non facilmente calcolabile a seconda delle condizioni climatiche

-come riscaldarla e come climatizzarla (non ti porti dietro la stufa, quindi devi scaldare se c’è freddo; questo per me è il primo neo.)
- dubbi sulla durata delle batterie (sicurezza, garanzie ed i costi di gestione del pacco batterie).Lo scopriremo solo usandole; ma hanno una soluzione: sostituzione-riparazione-riuso e riciclo.

-sono troppo silenziose, non le sentono arrivare e i DISTRATTI rischiano di essere arrotati. Vero ma risolvibile. Cicalini obbligatori.

 

 

Uno: l'autonomia (ogni modello ha la sua specifica secondo le batterie messe, ogni 10 kWh corrisponde a 80-100 Km circa).

Due: il costo delle batterie (leggo sempre più spesso che ti garantiscono le batterie noleggiandole, cala il prezzo d’acquisto? Ma hai un "canone" mensile).

Tre: i tempi di ricarica. (variabile a seconda del tipo, le colonnine "ad alta potenza" sono installate questo fine 2017) .
costo elevato delle batterie e relativa produzione, smaltimento, ecc.
- quindi costo elevato delle vetture.
- capacità ridotta delle batterie (e per come vanno oggi le EV si dovrebbe avere un'auto da città ed una da fuori salvo non disporre di trasporti pubblici efficienti...)

_ standard unico di sistemi carica T2-T3 etc

- da dove arriva la corrente (non serve ad una beata mazza se poi l'energia arriva da fonti fossili come petrolio o da carbone, se non da nucleare... intanto la Cina e gli Usa continuano bellamente a produrre CO2 a raffica...)
- e dove le ricarichi 'ste auto? Apri gli occhi, e scaricati una delle tante App. Anche qui una giungla

 

1) Standard di ricarica: la Commissione Europea ha fatto il suo mestiere ed ha emesso direttiva di armonizzazione (che gli stati membri al solito dovranno recepire in tempi fissati) non più di un mese fa. Problema chiuso nel giro di poco tempo, perlomeno in UE.
2) Numero di colonnine di ricarica pubbliche: con circa un migliaio di EV e PHEV a giro per l'Italia (più altri 1000 che lo saranno a breve grazie agli incentivi di marzo scorso) ci sono già più di 500 colonnine pubbliche grazie alla cordata Enel/ACEA/HERA, a2a da sola e varie amministrazioni comunali che ne hanno messe di propria iniziativa (80 solo a Firenze). Enel ha appena firmato un accordo con Eni per installare oltre 5000 nuove stazioni di ricarica rapida presso i distributori di carburante su viabilità ordinaria e autostradale nei prossimi 3 anni. Dopo decenni di storia dei veicoli a metano, quanti sono i relativi distributori attivi in Italia?
3) Autonomia: be', qui i metanisti hanno già tutta la sensibilità del problema: 100-150km reali di autonomia degli EV classe media contro i 250-300km reali di una termica a metano (con le dovute eccezioni, c’è chi ne fa 500, contro le mille del diesel). La sensibilità che abbiamo sviluppato ci fa dire che non esistono soluzioni valide per tutti: per tanti automobilisti 100km al giorno sono pure troppi mentre per tanti altri 250km tra un pieno e l'altro sono un insormontabile problema.
4) Ricarica domestica: con un EV tutte le sere possiamo parcheggiare al nostro distributore privato; ai costi attuali (che non è detto siano i futuri prossimi, AEEG ci sta lavorando sodo), con 150€/anno in più di canoni fissi Enel e soci mi mettono un contatore da 10kW. Oppure, Enel per un canone flat di 960€/anno onnicomprensivo mi mette un secondo contatore con cui posso ricaricare quanto voglio il mio EV o PHEV (e incluso nel prezzo posso pure ricaricare alle colonnine pubbliche). Si può fare anche col metano ma è più oneroso. Secondo l'ISTAT, oltre il 50% delle abitazioni italiane ha almeno un posto auto privato: non dimentichiamoci che l'Italia è il paese della Provincia non delle metropoli.
5) Prezzo di acquisto: il tempo degli esborsi folli è terminato: è uscita anche in Italia la Renault Zoe col suo listino aggressivo e gli altri si dovranno adeguare. La tesla model 3 è offerta anche con short range (150Km però) - Col noleggio della batteria, anche l'aspetto del degrado della stessa all'avanzare del numero dei cicli è una cosa del passato (o un problema di Renault...). I costi di gestione annui (incluso noleggio batteria) fanno pari con una termica a metano, 100€ in +, 100€ in meno.
6) Longevità del veicolo: la durata del powertrain di un EV si misura in parecchi milioni di km. Vogliamo provare a valutare l'impatto di questa longevità per le finanze dell'automobilista o pensiamo che l'importante siano gli 0,01€ in più o meno per un kg di metano? Le batterie sono di solito garantite 8 anni, e quanti Km? E dove le smaltisco? Io le seppellisco tutte in giardino!!!

Ma informatevi, SI CREA UN CICLO VIRTUOSO da tenere sotto controllo! c’è il RIUSO!!! il RICICLO!!!! conviene!
7) evoluzione tecnologica degli accumulatori: questione veramente lunghissima da dibattere; dico solo che ci sono ormai decine e decine di brevetti importanti depositati a giro per il mondo che riguardano tecnologie facilmente industrializzabili che risolvono gran parte dei problemi che lamentiamo delle batterie automotive attuali. Di ricerca se ne è fatta già veramente tanta, non c'è necessità di finanziarne altra. Devono solo partire i volumi di produzione.

 

RICICLO RECUPERO.

(OT: per le vecchie batterie al piombo c’è un collaudato e redditizio sistema di riciclaggio).
Per le nuove batterie al litio: ci si DEVE RIVOLGERE al venditore che le fa smaltire al produttore, con una trafila specifica! Tutto tracciabile e conveniente!

Alcuni produttori, per le piccole batterie (caso generalista e non delle auto) scrivono nella loro scheda tecnica che basta scaricarle completamente secondo una certa procedura e poi buttarle semplicemente nel secchio, perché non contengono inquinanti (il piombo è tossico, il litio no), altri dicono di rivolgersi ai "sistemi di smaltimento locali": ce ne sono di talmente tanti tipo di quelle al litio, ma in effetti vanno riconsegnate secondo la filiera.
Si parla e già lo fanno, di riutilizzare le batterie "esauste" per la rete elettrica, perché sulle auto le batterie devono fornire centinaia di ampere, ma installate sulla rete elettrica per accumulare energia solare e fotovoltaica, possono funzionare ancora per diversi anni a basso amperaggio.

 

CHIUDO CONTRO l'auto elettrica: (oltre il freddo, e la vituperata silenziosità, aborrita nei tempi moderni, già discussa sopra)

A) Si deve essere un pochino “tarati” per girare con l'elettrico: sei un pioniere, diverso, (forse gai Gruppo Acquisto Ibrido: https://gruppoacquistoibrido.it/

: appena ti riconoscono ti guardano stupefatti, soprattutto quando sei con il cavo in mano davanti alla colonnina che non ti collega e non carica.... poi si avvicinano e chiedono: "ma quest'auto è elettrica???

Mai vista prima..... " e ti fanno le domande più strane, a cui non sai come rispondere il più delle volte.

Sei un diverso, uno che non segue la moda di bruciare e consumare carburanti, e quindi non paghi accise. Stimoli invidia e risentimento!!!!! Loro i normali pagano per te le tasse e tu sei un riccone agevolato!

E ti rigano l’auto se ti trovano! (davvero qualcuno lo ha scritto!)

(per fortuna ho una EV-er e qualche "litrozzo di benza" ogni tanto me lo faccio.)

2) Si deve essere delle 'teste dure'.

Perseverare, insistere, tra tessere e diversi gestori, e non perdersi d'animo.

Aver tanto tempo da perdere. Non va bene nei tempi moderni, che si ha fretta e s'ha da fare! DEVI AVERE connessione e smartphone di ULTIMISSIMA GENERAZIONE con tante “applicazioni” diverse e tante tessere!!!!

Ideale essere stanziali, partire BEN CARICO e tornare a caricare su posti noti.

Spesso le colonnine che non conosci sono ben nascoste, in angoli che potrebbero esser inaccessibili o occupate da abusivi.

O da chi come me, mi e' capitato, se ne sta al telefono come un pirla davanti alla colonnina, le prime volte per ore, per parlare con il "call center" (in genere gentilissimi e efficienti!) del gestore per sbloccare la carica.

l’Agenzia Ambientale Europea ha messo definitivamente una pietra sopra alle bufale. Le auto elettriche – anche sull’intero ciclo di vita – emettono MENO CO2 delle auto tradizionali. In Italia, dove il mix elettrico è molto rinnovabile, la situazione è ancora migliore rispetto alla media EU.

https://www.eea.euro.../transport/term

https://www.vaielett...-per-lambiente/

https://www.butac.it...gli-eurodiesel/

https://www.qualener...ice-la-scienza/
https://miglioritari.../ald-automotive
 

PER CHIUDERE discorso CEM (elettro-magnetismo, che c’è anche sulle termiche!)

Si tratta di un campo elettromagnetico generato da tutti i cavi elettrici!!! e quindi schermati dalla batteria al punto d’uso, resistenze, motori etc.

"In particolare, prenderemo in considerazione un recente lavoro presentato dal SINTEF, una organizzazione di ricerca indipendente con base a Trondheim, in Norvegia. L'istituto ha studiato l'emissione di campi elettromagnetici, in laboratorio e su strada, di veicoli con differenti motorizzazioni: sette auto elettriche, una alimentata a idrogeno, due a benzina e una a gasolio. Sono stati utilizzati sensori collocati in corrispondenza della testa, del petto e dei piedi dei manichini.

Per tutte i risultati hanno evidenziato un'esposizione per l'uomo inferiore al limite stabilito dalla Commissione Internazionale per la protezione da radiazioni non-ionizzanti (ICNIRP). In particolare, il campo più elevato generato da una delle auto, era meno del 20% del parametro di legge.

Si tratta di un campo generato da un'auto elettrica e collocato sul pavimento della vettura vicino alla batteria."

 

ARMAROLI scrive: “LA SUPERBUFALA DEL DIESEL EURO 6 CHE INQUINA MENO DELL’AUTO ELETTRICA.
Sono stato bombardato (anche da molti di voi) da una falsa notizia che in rete è diventata virale : “Studio CNR dimostra che i diesel Euro 6 inquinano meno delle auto elettriche”.
E’ una fake news da manuale. In breve, per punti:
1- Non esistono “posizioni ufficiali” delle istituzioni scientifiche nei paesi liberi. Quindi il CNR in quanto tale non certifica nulla: non siamo in Unione Sovietica. I suoi ricercatori pubblicano articoli scientifici e report sui loro studi sulle riviste scientifiche e rispondono di quello che scrivono, senza chiamare in causa l’intera istituzione. Questo vale per noi come per qualunque ricercatore al mondo di qualsiasi istituzione accademica o governativa. Lo sottolineo perché questa è una cosa che mediamente le persone non sanno.
2- Questo fantomatico studio è citato ovunque ma nessuno guarda caso lo riporta o lo rimanda a un link. Il motivo è semplice: non esiste.
3- I FATTI. Un collega (ignoto, un fantasma, il suo nome non è riportato da nessuna parte in questa valanga di articoli fake) cita a un convegno UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) un articolo di 6 anni fa in cui SEMPLICEMENTE si dice che se usi il carbone per produrre elettricità, l’auto elettrica produce più CO2 (non inquinamento complessivo, solo CO2). Non una notiziona clamorosa, a dire il vero. Però qualche furbastro ne approfitta e ci ricama sopra la bomba fake. Bravo lui: successo clamoroso.

Per rispondere a questa fake news con numeri seri, guardate la foto qui sotto. L’ho scattata la settimana scorsa a Yokohama, al World Circular Economy Forum. E’ una slide presentata da Shizuo Abe, Executive General Manager della Toyota (azienda non tacciabile di particolari simpatie per l’auto elettrica visto che punta su ibrido e idrogeno). Come potete vedere, persino in India dove la percentuale di produzione elettrica da carbone è altissima, l’auto elettrica (BEV, nella foto) produce meno CO2 dell’auto tradizionale. HEV è l’ibrida, PHEV è l’ibrida attaccabile alla presa (plug in hybrid).
I 3 paesi riportati da sinistra a destra sono India, USA e Canada. In Italia la produzione di CO2 del sistema elettrico è attorno ai 340 g/kWh, quindi meglio degli USA (grafico centrale). Se poi usate una fornitore di elettricità rinnovabile al 100%, allora andate meglio del Canada (grafico in fondo a destra). Vedete voi se credere al signor Abe o a un fantasma che si aggira in rete.
Quando riesco scriverò qualcosa di più strutturato in SapereScienza. Intanto, se lo ritenete utile, fate girare questo post per contrastare la super bufala infestante, vi ringrazio tanto.”

Nicola Armaroli dirigente CNR

PS: ACI, CNR ed ENEA sottolineano che – dato che i veicoli non inquinano soltanto nella fase d’uso – le emissioni devono essere valutate durante tutte le fasi del ciclo di vita: produzione, distribuzione, trasporto, uso, dismissione e riuso. Nella SOLA fase di produzione, ad esempio, le auto elettriche emettono l’82% in più di CO2 di quelle termiche, che però recuperano il gap ad ogni pieno! Quindi per recuperare nella fase d’esercizio, arrivando a “pareggio emissivo” dopo circa 45.000 km. Con l’aumento delle percorrenze, però, aumentano i vantaggi emissivi dell’auto elettrica: a 150.000 km l’auto elettrica produce emissioni di CO2 inferiori di almeno il 20% di un’autovettura termica.

Dati che sono sempre più a favore delle elettriche vieppiù queste sono prodotte, perché si migliora la filiera, Tesla ad esempio ha tutte le Gigafactory alimentate a fotovoltaici.

 

 

 

DOPPIONI da eliminare: Appunti e considerazioni sparse sulle EV

 

i diesel sono i maggiori produttori di polveri sottili polveri che malgrado filtri e aggeggi vari vengono immessi nell'aria che respiriamo. Da uno studio (non le chiacchiere di questo soggetto) le polveri sottili sono la causa del cancro per oltre il 35 per cento dei casi. Incidenza che aumenta nelle aree urbane. Non è una questione riguardante gli inquinanti ma solo delle polveri che il soggetto non cita mai. Ecco perché si è spinto tutto il sistema verso la benzina che inquina "solo" ma non produce polveri. 2 il ciclo delle batterie elettriche delle auto è stato concepito a 360 gradi (omette di dire anche questo) le batterie delle auto elettriche a fine ciclo verranno usate per molti anni ancora per l'accumulo domestico (altri 10 anni minimo) per poi essere rigenerate (possibile che sia così ignorante il saputello?) Per quanto riguarda l'energia elettrica della rete il saputello omette di dire che i Paesi sono stati obbligati a produrre almeno il 20 per cento del totale di energia da rinnovabili e che questi limiti grazie all'evolversi delle tecnologie sta salendo in maniera vertiginosa grazie allo sviluppo delle rinnovabili e dell'accumulo. L' ENI per esempio (non il saputello) ha chiuso in Italia già 2 centrali a combustibili in quanto non servivano più . La BANCA EUROPEA NON FINANZIERÀ PIÙ PROGETTI CON COMBUSTIBILI FOSSILI DAL 2021 perché antieconomico e perché le rinnovabili stanno gradatamente ed inesorabilmente sostituendo le energie fossili. Lo studio Mercedes da lui citato è uno studio fatto ad hoc da chi sta più in dietro nello sviluppo di auto elettriche . Ma non finisce qui , le auto elettriche sono per forza di cose più affidabili perché hanno meno pezzi che si possono rompere non hanno pompe circuiti idraulici di raffreddamento ed altro e la gestione è per forza di cose più economica (il docente di sciocchezze dimentica anche questo). I motori elettrici di Tesla dopo 600 000 (seicentomila attenzione) km escono NUOVI e anche i dati sulla durata batterie sono molto confortanti si parla di una media di 400 000 (dati reali)e più km. E stiamo parlando di una tecnologia all'inizio del suo sviluppo. Infine Vorrei ricordare a questo soggetto che gli stabilimenti di produzione moderni puntano a produrre l'energia che consumano con fonti rinnovabili (non certo per sport ma perché così si guadagna di più)

 

Consideriamo che chi è abituato a fare carburante conta solo il tempo che impiega il bocchettone che pompa i liquidi dentro il serbatoio. Chi viaggia elettrico, invece, deve far capire il diverso approccio: non conta il tempo che ci vuole per il pieno, ma l'auto fa la sua carica in garage mentre dormi, mangi o fai altro, e quando sosta (i fortunati nei SC di Tesla altri meno con colonnine lente).

Quindi, quando non trova lo stallo occupato, dai maleducati, si conta, appena sceso dal sedile, dal momento del collegamento elettrico fino a quando non stacca per ripartire.

Prospettive e visioni completamente differenti, anche se solo apparentemente sono molto simili!

 

Riprendo, questo per me utile, promemoria, riassumo le caratteristiche tipiche che gli "EV-autisti" hanno più o meno in comune, sono nell'ordine, secondo me:

1) un poco pazzi ... vero
2) molto tecnologici, vero pure questo
3) degli elettrizzanti perditempo, in cerca di spine, colonnine etc... ad aspettare la carica; perditempo e giocoforza stanziali, quando vanno fuori porta tengono un diario delle gesta, vantandosene per anni, "io l'ho fatto più lungo.... il giro!!!"

4) DEI PIONIERI che sono disposti a qualche sacrificio per cambiare il mondo.
Poi nell’ordine inverso sono anche:

a) persone che si sentono dire che inquinano molto di più del TDi euro 69 con FAP ed urea ultimo modello di AMMIOCUGGINO che dichiara 1500 Km di autonomia a 180 orari; questo perché VANNO riforniti solo con l'energia da centrali a CARBONE!!!
b)dei figli di papà pieni di grana che possono permettersela! (SIG!!!)
c) e, da ultimo, se trovo la tua auto che occupa lecitamente il parcheggio verde che ho usato abusivamente per anni "TE LA RIGO!!!!" (...S.O.B.!!)

e) che il loro cavo è corto!

RIPRENDO da Stefano SELIDORI:

1- si risparmia
Salvo rarissimi casi (fotovoltaico personale già ammortizzato e soste già esistenti) secondo me non è così. Il solo tempo 'perso' alla ricarica e deviazioni di percorso (in usura mezzo e altro tempo perso) secondo me fanno addirittura pagare il mezzo più degli altri. Anche la rarità del prodotto (tipicamente) fa' perdere ulteriore tempo e salute (anche se con la diffusione massiva questi problemi si risolveranno ma tuttavia le cariche oggi quasi sempre gratuite cominceranno ad avere un costo, anche di accise)

2- si viaggia più comodi
Questo è indiscutibile. per rumore e vibrazione in primis ma ci sono auto elettriche comunque rumorose ed auto tradizionali comunque silenziose (dentro)

3- tecnologia accessoria top
anche le basi hanno tablet, sistemi remoti (anche se i nissan/renault vanno quasi mai...), navigatori e poi cruise control, limitatori, ABS, autopilot....
Si, ok, ma non è intrinsecamente legato alla tecnologia elettrica... (anche se per motivi di mercato e talvolta tecnici, lo sono diventati)

4- meno manutenzione
se è un discorso economico vedi punto 1. risparmi in manutenzioni ma la paghi all'inizio. e col noleggio di alcuni costruttori (in un caso obbligatorio) non risparmi assolutamente, nel TCO finale. Il fermo macchina per manutenzione ordinaria comunque c'e' (non faranno niente e costerà poco il tagliando, ma sempre da loro la devi portare), per quella straordinaria può diventare anche più lungo perché pezzi rari da ordinare...
Avrei anche da dire sul costo della manutenzione ordinaria...
Il filtro della fiat punto del 2008 lo trovi in 1000 produttori alternativi e costa meno, nella Renault Zoe lo devi prendere del produttore al suo prezzo (e quando esisterà il compatibile non ti fidi a giocarti così la garanzia...).

5- meno tasse
anche questo vorrei vedere quanto dura. e ci potrebbe essere un rimborso retroattivo (questo vale anche per i vari ZTL, parcheggi, ecc)
La giungla di regolamenti e permessi oltretutto annulla questo teorico vantaggio.

6- non inquina
questo è indubbio anche se "sappiamo benissimo la corrente è prodotta al 130% da carbone del 1700 bruciato nella plastica con pneumatici vecchi come comburente (™)".
Ad ogni modo io sono convinto che (purtroppo) la mobilità elettrica non ripulirà l'aria: i blocchi del traffico (e lo dico col dolore nel cuore) secondo me dimostrano che gli inquinatori non sono nel traffico veicolare ma in altri fattori (riscaldamenti in primis e traffico pesante DIESEL (che NON vorrei bloccare)).
Gli altri inquinamenti (entropia, particelle di freni, rumore, ecc) non sono così significativi nel nostro mondo ed ancora sono tenuti a bada dall'ambiente.

Dunque se non credo a tutto questo, per quale motivo ho scelto la mobilità elettrica?

0- perché le fonti di energia della mobilità endoterminca NON SONO RINNOVABILI.
Io odio tantissimo gli sprechi e secondo me bruciare (una sola vita) un materiale esauribile come i combustibili non per produrre calore (che eticamente accetterei) ma moto, è assurdo. Ed infatti energeticamente è molto sconveniente.
Non solo. Il petrolio (esauribile) ci serve per tanti scopi e noi lo usiamo in una sola vita.
Col petrolio si fanno tantissime cose (si: è proprio dappertutto, anche nella farmaceutica, nell'alimentare, nella cosmesi, nei materiali, nella chimica (vernici, diluenti, impregnanti, isolanti, lubrificanti, ecc ecc)) e da il meglio di se proprio in alcune applicazioni (si pensi alla plastica: leggera, economica, asettica, pratica, indistruttibile) e per quello noi dovremmo riservare quella fonte primaria di ex dinosauri fossili dove non possiamo farne a meno.
Non solo, con tantissima fatica, la plastica (ad esempio) è riciclabile o riutilizzabile (od almeno in linea teorica), la benzina bruciata proprio no.
Ecco perché noi dovremmo usare mezzi elettrici non appena possiamo: per preservare una fonte finita e non rinnovabile che ci serve tantissimo in altri campi (dove, se non riutilizzabile, almeno riusciamo a farci un uso più sensato e duraturo).
 

 

RISPONDO: punto per punto, proviamo...

0- perché le fonti di energia della mobilità endoterminca NON SONO RINNOVABILI; ma
va distinto aspetto locale e aspetto globale..

E qui a discutere con le solite teste pensanti ed i “tuttologhi soloni” che dicono che “MA LE BATTERIE INQUINANO!!! e le miniere del litio, e le fabbriche, mentre le auto diesel sono una manna.
Dimenticano tutti che c'è il RECUPERO (obbligatorio per legge e conveniente per chi li produce) E IL RIUSO (accumulo domestico) e alla fine il RICICLO di quelle non più riutilizzabili. Pensate solo al danno di immagine di una batteria marchiata (Tesla, o Panasonic tanto per fare un paio di nomi) che venisse trovata in una discarica abusiva abbandonata nell'ambiente.

1- si risparmia …. dopo il costo iniziale!
(eliminiamo il costo del mezzo, alto per le batterie, e basso per la manutenzione!)
In effetti come puro costo energia al km restiamo bassi: potrebbe costare meno della benzina, ma forse più del metano?

R: Ni

io i viaggi lunghi li faccio ancora a metano, mi conviene (l’auto l’ho già e non conviene nemmeno all’ambiente rottamarla!) - mi conviene per tempi, autonomie e meno stress… trovare troppi incivili a parcheggiare dove si carica è una seccatura!
A parte che ci sono ancora colonnine gratis, finché ci sono e che con il fotovoltaico ci si arrabatta a tenere bassi i costi e ci si può aiutare.

2- si viaggia più comodi:
Come per auto di categoria superiore, anche qui il prezzo di acquisto è alto, ma merita! (idem per le ibride, discorsi speculari)

3- tecnologia accessoria al top:
Si e no. (Ma sono anche modelli poco venduti o poco conosciuti e meno testati-aggiornati ai quali ti devi anche adattare: Ampera per dire ha diverse lacune e diversi pregi sulla tecnologia di bordo. Altre marche che devono migliorare, etc)

4- meno manutenzione:
E a volte maggiori garanzie. Tutto vero, ma con distinguo.

Capitano i guasti, i difetti di gioventù e i problemi e non sanno dove sbattersi. Anche qui con cautela.

5- meno tasse:
A parte le tasse dirette, le parcheggi a volte gratis in città "costose".
Cit. “giungla” di regolamenti e permessi come le possibili multe su ZTL ....

6- non inquina: o inquina meno….
Anche se ci sono esperti e soloni che dicono che in CINA una TESLA (alimentata con energia elettrica da centrali a carbone) inquina di più di tutte le migliaia di vetture a gasolio che vorrebbero far circolare in Pianura Padana…. Vabbè!!! Ossignur, mi taccio!

 

 

 

https://onewedge.com...GslAostZVMO0ltQ

 

RISPOSTA RAPIDA: Prova a confrontare dati attendibili, non idiozie messe in giro ad arte dalla "stampa", dato che poi sono sempre le stesse cose, qui trovi tutti i dati del caso.
Riportano bufale sull'energia (generata col carbone, non ce n'è abbastanza, manca la potenza): http://bit.ly/OWB_energy
bufale sulle batterie e loro smaltimento: http://bit.ly/OWB_battery
bufale sulle emissioni totali (diesel e benzina inquinano meno dell'elettrico): http://bit.ly/OWB_climalterantiLCA
semi-verità sul fatto che le emissioni non sono nulle: http://bit.ly/OWB_nonzero

 

 

https://fuoriditesla.blogspot.com/

 

 

ALCUNI CONSIGLI GRATUITI:

1) informarsi bene se la EV fa per te. Provarla a casa per qualche giorno.

2) avere smartphone di ultima generazione ben connesso con l’auto, che ti avvisi di eventuali problemi e che ti permetta di accedere a:

APPLICAZIONI VARIE: tra queste

https://nextcharge.network/?lang=it

https://www.ecomotor...nine_elettriche

https://www.forumelettrico.it/forum/

ENEL X etc

 

3) AVERE SEMPRE UN BUON PIANO B nel caso di lunghi viaggi e se si ha fretta!

 

 

Ecco allora di seguito una rassegna delle cinque leggende metropolitane più diffuse sulle auto elettriche.

È vero che le auto elettriche sono più inquinanti delle auto a diesel?

No, o almeno non in assoluto. Secondo il recente studio Comparative Environmental Life Cycle Assessment of Conventional and Electric Vehicles pubblicato sul Journal of Industrial Ecology per calcolare quanto inquina effettivamente un veicolo non è sufficiente calcolare la quantità di CO2 emessa, o di biossido di azoto o la quantità di polveri sottili rilasciate (che le e-car non producono), ma è necessario calcolare anche la quantità di CO2 emessa nell’intero ciclo di funzionamento, comprendendo la fabbricazione e la produzione di energia con cui le e-car sono ricaricate.

Se un’e-car è ricaricata grazie a fonti idroelettriche, geotermiche o nucleari, il suo impatto sull’ambiente si riduce drasticamente, come in Francia, Paraguay, Islanda, Svezia e Brasile, le poche nazioni al mondo in cui questo avviene; l'Italia invece si colloca per ora in una zona intermedia di questa classifica.

Insomma non è tutto oro ciò che luccica ma l’importante, ora che le case automobilistiche sembrano aver rinunciato a diesel e benzina, è che anche i cittadini facciano la loro parte, spingendo affinché i Governi attuino sempre più politiche energetiche sostenibili.

Seconda fake news:
è vero che guidando un’auto elettrica sono costretto a fermarmi ogni 50 km?

Falso! L’autonomia reale degli ultimi modelli messi in commercio va da 160 a oltre 400 chilometri a seconda dell’uso che se ne fa, delle condizioni ambientali e, ovviamente, della capacità della batteria. La classica ricarica notturna dell’auto è quindi più che sufficiente a coprire le necessità di viaggio nel 95% dei casi. Considerato poi che 50 km è la percorrenza media giornaliera di un’auto in Italia, si capisce come sia possibile viaggiare agevolmente con un’unica ricarica.

Se vogliamo utilizzare invece l’auto per spostarci sulle lunghe percorrenze, per esempio durante le vacanze, nessun problema! Sono necessarie giusto una o due soste della durata di 2-3 ore, se la ricarica è effettuata da colonnine veloci come PALINA BURRASCA da 22 kW, o di 20-40 minuti se le colonnine sono super e ultra veloci (ovvero da 55 a 150 kW).

Terza notizia falsa, che ci riguarda molto da vicino:
in Italia non ci sono colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

Falso! Oggi sono istallate oltre 1.700 stazioni di ricarica pubbliche, altre 700 verranno istallate entro la fine dell’anno e Ricarica 101, il primo circuito di punti di ricarica realizzato da privati promosso da Repower, conta già oltre 250 strutture che dal Nord al Sud Italia hanno aderito al circuito, istallando una PALINA BURRASCA da 22 kW.

Per avere un’idea del crescente numero di colonnine di ricarica installate in Italia, vedi Recharge Around.

Quarta fake news:
in inverno le auto elettriche non funzionano.

Falso! È vero che le batterie perdono efficienza al calare delle temperature sotto lo zero, riducendo l’autonomia fino al 30-40%, ma che il freddo impedisca al motore elettrico di funzionare non è assolutamente vero. Molto più probabile, invece, è che sia il motore termico a smettere di funzionare. Il gasolio, così come il liquido di raffreddamento nei radiatori, possono congelare… tutti “liquidi” che non sono presenti nell’auto elettrica. E se i più scettici non sono ancora convinti, basterà loro sapere che il Paese in cui l’auto elettrica è più diffusa al mondo è… la freddissima e molto settentrionale Norvegia.

Ultima fake news:
è vero che il motore elettrico crea campi magnetici pericolosi per la salute e può addirittura essere in grado di fermare un pace maker?

Falso! Rispolverando le vecchie conoscenze di fisica è facile confutare questa leggenda metropolitana. Tutti i motori elettrici creano un campo elettromagnetico, soprattutto quelli alimentati da corrente alternata, ma sulle auto elettriche sono istallati motori che utilizzano corrente continua. L’intensità del campo magnetico creato dall’auto elettrica è davvero trascurabile e facilmente schermato e “controllabile” – paragonabile a quello generato dai finestrini elettrici o dallo spinterogeno, da una lavatrice, un treno, un cellulare o la metropolitana.

I treni elettrici, i muletti e altri tipi di motore con “CEM” schermati girano da decenni, mai causato problemi.

9 agosto 2018

 

 

 

"Periodicamente rifanno il giro del web articoli "fotocopia" che sostengono un'ipotesi completamente sbagliata: che l'impatto ambientale delle auto elettriche sarebbe equivalente a quello delle auto a gasolio! Questa falsa informazione è probabilmente promossa dà chi ha interesse a a difendere i propri affari a discapito della salute e del futuro dell'umanità.

Come ci ha spiegato MOLTO BENE oggi Luigi Argese (ingegnere e graditissimo membro di un "gruppo possessori EV") l'errore alla base di questa "bufala certificata" è considerare l'intero ciclo di vita delle auto elettriche e non - fraudolentemente - anche l'intero ciclo di vita di quelle endotermiche. Si dimentica cioè di mettere sul piatto della bilancia: 1) il danno irreversibile al pianeta Terra provocato dalle trivellazioni per la ricerca di giacimenti di petrolio; 2) che il petrolio non è una fonte rinnovabile, quindi comunque si esaurirà; 3) l'energia necessaria per estrarre, trasportare, trasformare e distribuire il petrolio; 4) i disastri ecologici derivanti dagli sversamenti di petrolio che spesso siamo costretti a subire (vedasi quanto successo di recente nel mare della Sardegna); 5) che per avere automobili con motori a combustione interna è necessario avere distributori di carburante sparsi in ogni dove, con accumuli di sostanze infiammabili ed esplosive e tutti i rischi che ciò comporta; 6) l'inquinamento derivante dai lubrificanti che vengono sostituiti nei tagliandi di manutenzione delle auto a carburante, che sono a tutti gli effetti rifiuti speciali ed altamente inquinanti (tra l'altro, molto spesso non vengono smaltiti secondo legge creando un inquinamento incontrollabile); 7) che nonostante si parli di ciclo di vita, si sorvola sull'inquinamento derivante dalla produzione stessa dei lubrificanti necessari al funzionamento di un'auto tradizionale (principalmente olio motore e olio cambio), che su un'auto elettrica vengono impiegati in minor misura o addirittura sono assenti (le auto elettriche non hanno né coppa dell'olio né cambio); 8) che genera meno rifiuti inquinanti anche il minor consumo dell'impianto frenante (dipende dallo stile di guida, ma c'è già chi ha percorso con auto elettrica 250.000 km senza cambiare mai le pastiglie), infatti grazie al "freno motore elettromagnetico" le auto elettriche - oltre a recuperare energia in frenata e aumentare così la loro efficienza - usano/usurano molto meno i freni e rilasciano in atmosfera molto meno ferodo (il materiale di cui sono costituite le pastiglie freno) di quanto facciano le endotermiche (soprattutto se hanno pastiglie alle ruote anteriori e freni a tamburo alle posteriori, tutti possiamo osservare come i cerchi anteriori si anneriscano di polvere di ferodo); 9) che ormai ci sono milioni di impianti fotovoltaici distribuiti in modo più o meno uniforme sul territorio, con maggiore intensità al Sud d'Italia. In questo caso, si alimenta l'automobile senza prelevare energia dalla rete elettrica, anzi si immette energia pulita nella rete a favore degli altri possessori di auto elettriche (altro che centrali elettriche... in realtà chi acquista per primo un'auto elettrica è chi possiede un impianto fotovoltaico!); 10) che GIA' OGGI CIRCA IL 40% DELL'ENERGIA DISTRIBUITA IN ITALIA PROVIENE DA FONTI RINNOVABILI (sceso a 37% nel 2018 – crisi idrica!) e solo in parte viene generata da centrali elettriche a carbone o gas (lo possiamo vedere tutti dalle nostre bollette della fornitura di energia elettrica, in quanto indicano il mix energetico nazionale); 11) che le batterie non finiscono in discarica quando l'auto elettrica viene rottamata, ma possono essere riutilizzate per altri scopi dopo la vita dell'automobile, ad esempio per accumulare energia prodotta dagli impianti fotovoltaici nelle abitazioni, al fine di renderla disponibile anche di notte, quando il sole non c'è; 12) che infine i motori elettrici hanno una vita molto superiore rispetto ai motori a combustione interna (meno manutenzione, meno materiali inquinanti da smaltire ecc.). Valutando in modo più analitico il processo di produzione delle automobili, vengono fuori numeri incredibili: un'automobile elettrica, in tutto il suo ciclo di vita, inquina fino a due ordini di grandezza meno di un'automobile con motore a combustione interna e al riguardo c'è già ampia documentazione e ci sono divulgatori, come il fisico Valerio Rossi Albertini del CNR, che da anni si battono per diffondere questa verità. (ndr: e dei dati estrapolati e manipolati per disinformare!) Ribadiamo che: 1) l'auto elettrica è molto più semplice da produrre di una endotermica e utilizza materiali meno inquinanti; 2) la più semplice manutenzione di un'auto elettrica sviluppa una quantità irrisoria di rifiuti speciali rispetto alle auto tradizionali; 3) le auto elettriche sono mosse da energia ricavata dal 40 al 100% da fonti rinnovabili (100% con utilizzo esclusivo di solare fotovoltaico domestico), mentre nel caso delle auto endotermiche l'energia è ricavata esclusivamente da combustibili fossili; 4) la filiera del petrolio - dalla sua estrazione, al suo trasporto, stoccaggio, raffinazione, distribuzione - si è ampiamente dimostrata foriera di disastri ambientali. Ho condensato in queste righe i commenti di Luigi, che da circa 10 anni fa raccoglie dati sui processi di produzione dei combustibili destinati alla mobilità su gomma, studiando allo stesso tempo i processi di produzione delle automobili, sia tradizionali che elettriche, e la loro efficienza energetica durante l'utilizzo. Tra l'altro mentre il miglioramento delle automobili elettriche procede in modo esplosivo, le automobili a combustione interna sono ormai tecnologicamente ferme. Le Normative Euro 6d non sono ancora in vigore, né per le auto di prima omologazione né per quelle di prima immatricolazione, ma quando succederà (tra 2-3 anni) sarà sotto gli occhi di tutti quanto inquinano le auto endotermiche, diventerà infatti difficilissimo per i costruttori soddisfare la norma Euro 6d, salvo inventarsi altre "furbate" tipo il software VW che aggirava la legge (il noto scandalo "dieselgate"). Giustamente Luigi Argese quando valuta l'impatto ambientale dell'auto a combustione interna, considera, oltre all'inquinamento derivante dalla combustione del carburante, anche l'inquinamento derivante: a) dall'estrazione del greggio (andando a dividere l'inquinamento generato in un periodo di riferimento per i litri di greggio estratto);

dal trasporto del greggio con inquinanti petroliere (dividendo l'inquinamento generato per un trasporto per il numero di litri che la petroliera può trasportare); c) la trasformazione del greggio nelle raffinerie con il relativo inquinamento che ne consegue (dividendo l'inquinamento generato in un periodo di tempo di riferimento per il numero dei litri prodotti in quel periodo di tempo); d) la distribuzione del carburante con inquinantissimi tir (dividendo l'inquinamento generato dai tir, nonché l'inquinamento di cui ai punti precedenti per ottenere il carburante che il tir brucia per funzionare, per il numero di litri di carburante che il tir riesce a trasportare); e) la distribuzione del carburante con pompe che per funzionare hanno bisogno di ulteriore energia. Mettendo insieme tutto questo, e il ciclo di produzione, manutenzione ecc. non c'è davvero paragone... le auto elettriche stravincono sulle auto endotermiche. (2 a 1 nel rapporto più sfavorevole, 4 a 1 in media) Mi è parso doveroso dare tutta la visibilità possibile ai commenti scritti da Luigi Argese che ho letto stamattina. Lo ringrazio ancora sia per la pazienza di riassumere per tutti noi in poche righe un'ottantina di pagine di studi messi insieme in 10 anni,

NB il merito dei contenuti è tutto suo, la colpa degli eventuali refusi e imprecisioni (in fase di riediting) solo mia!" pubblico senza remore... citando l'autore

 

CIAO


Honda Civic Hybrid a metano!!! 260mila km agg.2018
(consumi: in media 3 Kg / 100 Km - rekord 2 Kg/100)
AMPERA EVer per primo uso di casa.
ex FIAT Multipla "aftermarket" per i viaggi di famiglia (media almeno 5Kg/100Km) <p>ex Honda Accord metanizzata (a metano 4,8 Kg/100Km)
(ex Croma CHT metano 6,3 Kg/110 Km e 5 Km con un litro di benzina! )

#23
mito1960

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Buone feste!  qui c'è addirittura un intero DOSSIER!!!

 

https://www.dossierse.it

 

per chiarire numeri e dati da un ente di ricerca!  :mavieni:


Honda Civic Hybrid a metano!!! 260mila km agg.2018
(consumi: in media 3 Kg / 100 Km - rekord 2 Kg/100)
AMPERA EVer per primo uso di casa.
ex FIAT Multipla "aftermarket" per i viaggi di famiglia (media almeno 5Kg/100Km) <p>ex Honda Accord metanizzata (a metano 4,8 Kg/100Km)
(ex Croma CHT metano 6,3 Kg/110 Km e 5 Km con un litro di benzina! )




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